Pellicola e camera oscura, in parole semplici
Cosa significano i termini nelle pagine di film e rivelatori, in forma breve e generale. Per le cifre esatte fa fede la scheda tecnica del produttore.
A
- Acutanza Quanto sembrano nitidi i bordi in un’immagine.
- Agente di eliminazione dell’iposolfito (hypo clearing agent) Una soluzione che aiuta a togliere il fissaggio da pellicola o carta, così il lavaggio richiede meno tempo e acqua.
- Agitazione Muovere il rivelatore sulla pellicola perché la soluzione fresca raggiunga l’emulsione.
- Alogenuro d’argento I composti d’argento fotosensibili in un’emulsione di pellicola o carta, sotto forma di minuscoli cristalli.
- Alone (alonatura) Un bagliore attorno alle alte luci intense, causato dalla luce che attraversa l’emulsione e rimbalza sulla base o sul dorso della fotocamera.
B
- Bagno d’arresto Un bagno acido debole che ferma lo sviluppo dopo il rivelatore.
- Base della pellicola Il supporto trasparente e flessibile che porta l’emulsione.
- Blix (sbianca-fissaggio) Un solo bagno che sbianca e fissa la pellicola a colori in un passaggio.
- Bracketing Scattare fotogrammi in più della stessa scena con un po’ più e un po’ meno esposizione di quanto suggerisca l’esposimetro.
C
- C-41 Il processo standard per sviluppare la pellicola negativa a colori.
- Camera oscura Una stanza che si può rendere buia, per caricare la pellicola e fare stampe.
- Capovolgimento Agitare un tank girandolo sottosopra e di nuovo dritto.
- Carta a contrasto variabile Carta in bianco e nero il cui contrasto dipende dal colore della luce con cui si espone.
- Codice DX Un sistema di codifica sui caricatori e sui bordi delle pellicole 35 mm che permette a fotocamere e macchine di sviluppo di riconoscere la pellicola.
- Compensazione della temperatura Cambiare il tempo di sviluppo per adattarlo a un rivelatore più caldo o più freddo della temperatura per cui il tempo è stato pubblicato.
- Curva caratteristica (curva H&D) Un grafico della densità che una pellicola dà in funzione dell’esposizione ricevuta.
D
E
- E-6 Il processo standard per sviluppare le diapositive a colori (pellicola invertibile).
- ECN-2 Il processo usato per la pellicola negativa a colori cinematografica.
- Emulsione Lo strato fotosensibile di una pellicola: minuscoli cristalli di alogenuro d’argento tenuti in gelatina.
- Esposimetro Uno strumento, integrato nella fotocamera o separato, che misura la luce per suggerire un’esposizione.
F
G
- Gamma La pendenza del tratto rettilineo della curva caratteristica di una pellicola, una misura del contrasto.
- Grana La texture visibile, simile a sabbia, in una fotografia, che viene dagli ammassi di argento o di colorante che formano l’immagine.
- Grana tabulare (T-grain) Un’emulsione fatta con cristalli di alogenuro d’argento piatti, a forma di tavoletta, invece di quelli tradizionali più tondi.
I
- Imbibente Poche gocce di tensioattivo nel risciacquo finale, perché l’acqua scoli in modo uniforme dalla pellicola.
- Immagine latente L’immagine invisibile che l’esposizione lascia nell’emulsione finché non è sviluppata.
- Indice di contrasto Una misura del contrasto di una pellicola sviluppata, ricavata dalla sua curva caratteristica.
- Indice di esposizione (EI) La sensibilità che imposti davvero sull’esposimetro o sulla fotocamera, che può differire dalla sensibilità nominale della pellicola.
- Ingranditore Un proiettore che getta l’immagine di un negativo su carta fotografica, più grande del negativo.
- ISO (sensibilità della pellicola) Un numero che dice quanto una pellicola è sensibile alla luce: più è alto, meno luce serve alla pellicola.
K
L
- Latitudine di posa Di quanto una pellicola può essere sovraesposta o sottoesposta dando comunque un risultato utilizzabile.
- Lavaggio Risciacquare la pellicola trattata in acqua pulita corrente o cambiata, per togliere i prodotti chimici del trattamento.
- Luce di sicurezza Una luce fioca di un colore che non influisce sulla carta fotografica o sulla pellicola che si maneggia.
M
- Marcature di bordo I nomi, i numeri e i codici impressi lungo i bordi di una pellicola e visibili dopo lo sviluppo.
- Mascheratura e bruciatura Trattenere la luce da una parte della stampa (mascheratura) o dargliene di più (bruciatura) durante l’esposizione.
- Monobagno Una sola soluzione che sviluppa e fissa in un passaggio.
N
- Negativo denso Un negativo scuro nell’insieme, con molto argento.
- Negativo sottile Un negativo pallido con poca densità, in cui le ombre sono deboli.
- Notazione della diluizione (1+1, 1:1) Come si scrive la miscela di concentrato e acqua: “1+1” significa una parte di concentrato più una parte di acqua.
O
P
- Pancromatica Sensibile a tutti i colori visibili della luce, compreso il rosso.
- Pellicola 120 Pellicola in rullo medio formato, avvolta con carta protettiva su una bobina.
- Pellicola 135 La pellicola 35 mm in caricatore metallico, con perforazioni lungo i bordi.
- Pellicola in bianco e nero Pellicola che registra solo la luminosità, dando un negativo in sfumature di grigio fatte di argento metallico.
- Pellicola invertibile (diapositiva) Pellicola che viene trattata per dare un’immagine positiva sulla pellicola stessa invece di un negativo.
- Pre-bagno Un risciacquo in acqua semplice prima del rivelatore.
- Provino a contatto Una stampa di tutti i fotogrammi di un rullino alla loro dimensione originale, fatta appoggiando i negativi direttamente su un foglio di carta.
- Provino a strisce Una striscia di carta esposta a gradini, per trovare il miglior tempo di esposizione per una stampa.
R
- Rem-jet Uno strato scuro a base di carbonio sulle pellicole cinematografiche, che va rimosso durante il trattamento.
- Riavvolgimento (respool) Una pellicola venduta con un nome ma ricavata dalla pellicola di un altro produttore, riavvolta su nuove bobine o caricatori.
- Rigenerazione Aggiungere rivelatore fresco, o un rigeneratore, a un rivelatore usato ripetutamente per mantenerne la forza.
- Rivelatore La soluzione che trasforma i cristalli di alogenuro d’argento esposti nella pellicola in argento metallico visibile.
- Rivelatore compensatore Un rivelatore formulato per frenare le alte luci mentre le ombre continuano a svilupparsi.
- Rivelatore monouso Un rivelatore usato una volta e poi gettato.
S
- Sacco nero da cambio Un sacco a tenuta di luce con maniche, in cui si carica la pellicola sulla spirale senza camera oscura.
- Sbiancante Nel trattamento a colori, il bagno che riporta l’argento sviluppato ad alogenuro d’argento, così che il fissaggio possa toglierlo.
- Sensibilità nominale La sensibilità ISO che il produttore stampa sulla scatola e sulla scheda tecnica.
- Sensibilità spettrale A quali colori di luce risponde una pellicola e con quale intensità.
- Sistema zonale Un metodo di controllo di esposizione e sviluppo, ideato da Ansel Adams e Fred Archer, che divide i toni di una scena in zone.
- Soluzione di lavoro Il prodotto chimico preparato alla concentrazione a cui si usa.
- Soluzione madre (stock) La forma concentrata di un prodotto chimico, o un rivelatore usato non diluito.
- Sottoesposizione Dare alla pellicola meno luce di quanta serva.
- Sottosviluppo (pull) Esporre una pellicola a una sensibilità più bassa di quella nominale e svilupparla meno a lungo.
- Sovraesposizione Dare alla pellicola più luce di quanta serva per il risultato voluto.
- Spirale Il supporto a spirale che tiene separate le spire di pellicola dentro il tank.
- Stabilizzatore L’ultimo bagno in alcuni processi a colori, che aiuta a conservare i coloranti ed evita i segni d’acqua.
- Stampa a gradazioni separate (split-grade) Fare una stampa con due esposizioni su carta a contrasto variabile, una con un filtro morbido e una con un filtro duro.
- Stop Un raddoppio o un dimezzamento della quantità di luce.
- Sviluppo incrociato Sviluppare una pellicola in un processo per cui non era stata fatta, come una diapositiva in C-41.
- Sviluppo rotativo Sviluppare con un tank che gira di continuo, di solito su una base motorizzata.
- Sviluppo stand Sviluppare in un rivelatore molto diluito per molto tempo con poca o nessuna agitazione.
T
- Tank di sviluppo Il contenitore a tenuta di luce in cui si sviluppa la pellicola.
- Tempo di schiarimento Il tempo che una pellicola impiega nel fissaggio per perdere l’aspetto lattiginoso e diventare limpida.
- Tempo di sviluppo Per quanto tempo la pellicola resta nel rivelatore.
- Tiraggio (push) Esporre una pellicola a una sensibilità più alta di quella nominale e svilupparla più a lungo per compensare la sottoesposizione.